Peculato a Giardini Naxos, assolta dipendente comunale
Cinque anni di carcere, l’interdizione dai pubblici uffici e una confisca da oltre 71 mila euro. Una condanna che ora viene cancellata dalla Corte di Cassazione. È la vicenda di Loretta Maria Sanfilippo, dipendente del Comune di Giardini Naxos, assolta dall’accusa di peculato. La Suprema Corte ha depositato le motivazioni della sentenza pronunciata il 24 giugno. I giudici hanno stabilito che la donna, all’epoca dei fatti, non aveva la qualifica di incaricata di pubblico servizio. Cade dunque il presupposto per contestare il peculato. La vicenda risale al periodo compreso tra il 2011 e il 2014, quando Sanfilippo era distaccata con un contratto a progetto all’Ato Me4. Secondo l’accusa, avrebbe sottratto oltre 71 mila euro dai conti correnti della società. Per questi fatti erano arrivate le condanne, a cinque anni di reclusione, sia in primo grado sia in appello. La Cassazione ha però riqualificato il reato in appropriazione indebita e, riconoscendo l’intervenuta prescrizione, ha annullato senza rinvio la sentenza della Corte d’appello di Messina. Chiuso dunque, definitivamente il procedimento. La decisione della Suprema Corte consente inoltre alla dipendente di essere reintegrata dal Comune di Giardini Naxos, dove tornerà a prestare servizio nell’ufficio di segreteria generale.
