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Pazienti e l’abbandono del pronto soccorso

Tempi di attesa nei pronto soccorso che durano più di 8 ore. E così capita che siano molti i pazienti che decidono di tornare a casa ancor prima di essere visitati. E il quadro presentato dai dati elaborati da Agenas e pubblicati sul Quotidiano Sanità. Suddivisi tra ospedali universitari e ospedali generali, e mostrano una situazione disomogenea, ma con trend ricorrenti: i territori più in difficoltà si concentrano soprattutto nel Mezzogiorno e in alcune grandi aree metropolitane. Nel settore degli ospedali non universitari emergono valori molto alti di abbandono prima della visita medica. A Palermo, per esempio, il Pronto soccorso del Riuniti Villa Sofia–Cervello arriva al 24,7%, seguito dal Dei Colli di Napoli con il 23,1%. Sopra il 15% anche il Vico Benfratelli di Palermo (18,2%) e il Garibaldi di Catania (15,6%). Valori significativi riguardano anche Cardarelli di Napoli (12,8%), Mauriziano di Torino (12,5%), Brotzu di Cagliari (11,5%) e Papardo di Messina (10,6%). Nel complesso, il quadro che emerge è quello di un’Italia del pronto soccorso ancora disomogenea, con peggioramenti in aree già storicamente critiche e strutture dalle quali arrivano segnali che richiamano la necessità di interventi prioritari e altre che, al contrario, rappresentano modelli di efficienza.

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