Patti, paziente morto nel 2015, l’Asp risarcirà oltre 1 mln
L’Asp di Messina dovrà risarcire più di un milione di euro ai familiari dell’anziano morto nel 2015 dopo un breve ricovero all’ospedale “Barone Romeo” di Patti. Lo ha stabilito il giudice Paolo Petrolo della seconda sezione civile del Tribunale di Messina, che lo scorso 25 novembre ha accolto l’istanza dei parenti, assistiti dall’avvocato Maria Rita Mondello.
L’uomo, residente in un comune della fascia tirrenica, era arrivato al pronto soccorso in condizioni critiche: febbre alta, stato confusionale e un rapido peggioramento clinico, culminato in crisi epilettiche. Solo dopo diversi giorni è stata formulata la diagnosi di meningoencefalite, comunicata telefonicamente dopo un consulto con l’ospedale di Barcellona Pozzo di Gotto. Secondo quanto ricostruito in sede civile, la conferma dell’infezione è arrivata in ritardo, compromettendo l’efficacia della terapia specifica. Le consulenze tecniche disposte dal Tribunale hanno evidenziato “un’errata gestione diagnostico-terapeutica” del caso, sottolineando come una diagnosi tempestiva avrebbe potuto aumentare significativamente le possibilità di sopravvivenza, che per questa patologia raggiungono il 70% con cure immediate. Il giudice ha quindi ravvisato chiari profili di responsabilità nei sanitari che seguirono il paziente dal 5 al 12 agosto 2015, condannando l’Asp al risarcimento in favore della moglie, dei quattro figli e del fratello della vittima, oltre al pagamento delle spese processuali, funerarie e di consulenza.
