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Ospedale di Lipari, gravi carenze organiche

L’Ospedale di Lipari, unico presidio sanitario dell’arcipelago eoliano, è ormai al limite. Le denunce di senatori e cittadini sollevano un quadro allarmante, fatto di carenze strutturali, personale insufficiente, e una gestione che rischia di compromettere irrimediabilmente la continuità delle cure. Il senatore Davide Faraone e la senatrice Dafne Musolino di Italia Viva sono tra i principali fautori di un’inchiesta che ha portato alla luce la drammatica situazione dell’ospedale, che da mesi è trasformato in un enorme cantiere. Le cifre parlano chiaro. Il Pronto Soccorso è sotto organico, con solo tre medici strutturati su sette previsti. La carenza di personale viene tamponata tramite convenzioni esterne, che però non riescono a coprire i turni, soprattutto nei giorni festivi e nei fine settimana. L’ospedale è costretto a fare affidamento su medici temporanei, con un costo che si aggira intorno ai 100 euro l’ora, ma senza la garanzia di turni completi. Non c’è alcun anestesista stabile e la cardiologia è caratterizzata da una copertura disomogenea, con alcuni medici che garantiscono la presenza H24, mentre altri se ne vanno a casa nel tardo pomeriggio. Le Unità Operative, sono anch’esse sotto organico e in gran parte non operative, con servizi diagnostici fermi da mesi, tra cui la risonanza magnetica. Inoltre, l’approvvigionamento idrico continua a essere un altro incubo. Da mesi l’ospedale è costretto a dipendere da autobotti per avere acqua corrente. “Chiediamo soluzioni immediate. Un cronoprogramma dettagliato per i lavori in corso, l’urgente potenziamento del personale sanitario, la ripresa dei servizi diagnostici e una soluzione definitiva per l’acqua. Il resto è solo fumo”, dichiarano i due senatori.

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