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Omicidio Salvatore Italiano, chiesto l’abbreviato

Si ferma davanti a una questione di legittimità costituzionale il procedimento per l’omicidio del commerciante Salvatore Italiano, ucciso a colpi di pistola il 10 luglio dello scorso anno a Milazzo. Nell’udienza preliminare davanti al gup del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, Giuseppe Sidoti, la difesa dell’imputato Giuseppe Cordici, 64 anni, originario di Pace del Mela e residente nella frazione San Marco di Milazzo, ha chiesto di accedere al rito abbreviato. L’istanza, presentata dagli avvocati Antonino Aloisio e Tommaso Calderone, è stata rigettata perché il rito non è ammesso nei procedimenti per omicidio aggravato, reato punito con l’ergastolo. I difensori hanno quindi sollevato una questione di legittimità costituzionale, sostenendo che sia il pubblico ministero, attraverso la contestazione dell’aggravante, a impedire l’accesso al rito alternativo, con una conseguente violazione dei principi di uguaglianza, diritto di difesa, finalità rieducativa della pena e giusto processo. La Corte costituzionale si è già pronunciata in passato, dichiarando infondata una questione analoga. La difesa ha però riproposto l’eccezione sotto un diverso profilo. Il gup si è riservato di decidere e ha rinviato l’udienza al 17 luglio. Se riterrà la questione rilevante e non manifestamente infondata, trasmetterà gli atti alla Corte costituzionale sospendendo il procedimento; diversamente, l’udienza preliminare proseguirà. Secondo la Procura, Cordici avrebbe ucciso il vicino di casa al culmine di un violento litigio. Decisive per le indagini sono state le immagini della videosorveglianza, che hanno consentito di ricostruire gli spostamenti della Fiat Panda della vittima fino al luogo dove il corpo, nascosto in sacchi di plastica, fu abbandonato. Dopo l’arresto, l’imputato ha ammesso di aver sparato, sostenendo che il delitto fosse maturato dopo una lite nata da contrasti di vicinato legati a questioni edilizie.

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