Omicidio Florio, l’autopsia conferma i colpi in testa
Dall’autopsia arrivano i primi elementi chiari sull’omicidio di Giuseppe Florio, il pensionato di 66 anni trovato morto lo scorso 26 aprile nelle campagne di Mitogio, frazione di Castiglione di Sicilia. L’esame, eseguito a Catania ha stabilito che i colpi più gravi sono stati inferti alla testa. Si tratta di un forte trauma compatibile con un oggetto pesante, forse un martello. Sul corpo ci sono anche ferite da coltello ma la relazione completa sarà pronta entro sessanta giorni. Il corpo dell’uomo era stato trovato avvolto in un lenzuolo e chiuso in sacchi di plastica. Secondo gli investigatori, Florio sarebbe stato ucciso in un alloggio popolare di Trappitello, a Taormina. Dopo il delitto, il cadavere sarebbe stato caricato sulla sua auto, una Fiat Panda, e trasportato fino alle campagne del Catanese. La vettura sarebbe stata poi bruciata nel torrente Santa Venera per eliminare le tracce. Per l’omicidio sono in carcere Giuseppa Carmela Bianchino, 50 anni, e il compagno Gaetano Urfalino, 39 anni. Una terza persona, Stefania Bergamaschi, 53 anni, è indagata a piede libero per occultamento di cadavere. I due principali indagati, interrogati, hanno scelto di non rispondere. Gli inquirenti seguono anche la pista economica. Sotto controllo ci sono alcuni prelievi sospetti fatti con il bancomat della vittima, che aveva denunciato lo smarrimento della carta. Importante sarà anche l’analisi dei telefoni cellulari per ricostruire gli ultimi movimenti e contatti di Florio.
