Omicidio Bottari, procura riapre il caso
«Sono in corso attività investigative tese a verificare l’eventuale sussistenza di collegamenti tra l’omicidio di Matteo Bottari, l’omicidio di Epifanio Zappalà, avvenuto a Cesarò il 20 marzo 2013, e il decesso di Giuseppe Longo risalente al 20 luglio 2013». A dirlo il procuratore capo Antonio D’Amato che guida gli uffici della procura peloritana. Qui sono state riaperte le indagini sull’omicidio dell’endoscopista docente al Policlinico, freddato con un colpo di lupara caricato a pallettoni lungo il viale Regina Elena mentre stava tornando a casa. Quella sera la moglie, Alfonsetta Stagno d’Alcontres, figlia dell’ex rettore Guglielmo, l’aspettò invano per cena insieme a uno dei suoi due figli. L’inchiesta è coordinata da D’Amato, dall’aggiunta Rosa Raffa e dal sostituto della Dda Piero Vinci che hanno delegato le indagini ai carabinieri. Il collegamento tra i due omicidi sarebbe quindi il prof. Giuseppe Longo, 64 anni, gastroenterologo, che si tolse la vita il 20 luglio del 2013 a Messina. Lo fece iniettandosi in vena del cloruro di potassio. Il professore era stato coinvolto e poi assolto in alcuni processi per traffico di droga e per infiltrazioni della ‘ndrangheta all’università. Proprio Longo fu sospettato, e poi scagionato, di essere il mandante dell’omicidio Bottari, di cui era collega al Policlinico. Ma fu anche indagato dalla procura di Catania come possibile responsabile dell’omicidio del guardiacaccia catanese 46enne, originario di Misterbianco, Epifanio Zappalà, anche questo delitto citato dal procuratore D’Amato.
