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Morte tifoso Tonino Currò, assolto il comune di Messina

A 25 anni dalla morte del giovane tifoso Tonino Currò, arriva una svolta giudiziaria destinata a incidere profondamente sulla ricostruzione delle responsabilità per la tragedia avvenuta durante il derby playoff Messina-Catania del 17 giugno 2001. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Ministero dell’Interno e quello incidentale del Comune di Messina, assistito dall’avvocato Alessandro Franciò, annullando la decisione della Corte d’Appello e disponendo un nuovo esame del caso. I giudici hanno escluso che il Comune possa essere ritenuto responsabile per l’inadeguatezza della barriera divisoria tra le tifoserie. Secondo la Cassazione, l’amministrazione comunale si limitò a eseguire un progetto predisposto da altre autorità, in particolare dal Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, senza alcun margine di discrezionalità nella realizzazione dell’opera. La Suprema Corte ha inoltre censurato il ragionamento seguito nei precedenti gradi di giudizio, osservando che nel 2001 non esisteva ancora una normativa specifica che imponesse controlli sistematici agli ingressi degli stadi con metal detector o personale steward. Quelle misure sarebbero state introdotte solo negli anni successivi. Diversa, invece, la posizione della società organizzatrice della manifestazione sportiva. Per la Cassazione, chi organizza un evento è tenuto a garantire non solo lo svolgimento della partita, ma anche condizioni adeguate di sicurezza per gli spettatori, adottando tutte le misure idonee a prevenire rischi prevedibili di violenza.

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