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Morte Maniaci sull’A20, familiari e Codacons parti civili

Svolta giudiziaria nel caso del tragico incidente costato la vita a Francesco Maniaci, il medico legale di 43 anni deceduto il 9 ottobre 2023 lungo l’autostrada A20 Messina-Palermo. Durante l’udienza tenutasi ieri presso il tribunale di Termini Imerese, il Gup Gregorio Balsamo ha accolto la costituzione di parte civile dei familiari della vittima e dell’associazione Codacons, citando formalmente il Consorzio Autostrade Siciliane (CAS) come responsabile civile. La tragedia avvenne all’altezza di Campofelice di Roccella. Maniaci stava raggiungendo il suo ufficio a Trapani quando la sua auto impattò contro un grosso albero crollato improvvisamente sulla carreggiata. Un evento inspiegabile in una giornata priva di vento, che ha spinto la Procura a indagare su sette persone con l’ipotesi di concorso colposo in omicidio stradale. Tra le piste seguite dagli inquirenti, diretti dal sostituto Giacomo Barbara, vi è il possibile indebolimento del fusto causato dai roghi estivi che avevano devastato la vegetazione limitrofa. Oltre al CAS, l’attenzione si è spostata anche sulle ditte incaricate della manutenzione del verde lungo la tratta autostradale, chiamate in causa dai legali degli indagati. La decisione finale sulla richiesta di rinvio a giudizio è attesa tra circa due mesi. Nel frattempo, il Codacons ribadisce la propria denuncia sulle precarie condizioni di sicurezza delle arterie siciliane, trasformatesi in trappole mortali per chi, come il dottor Maniaci, percorreva quelle strade per dovere professionale.

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