Primo piano

Messina Social City, i dati dei sette anni di attività

Messina Social City non è più un esperimento. È una scelta politica rivendicata con forza, difesa a colpi di numeri e parole durissime. Nel consueto punto stampa settimanale di Sud chiama Nord, l’amministrazione comunale ha messo in fila i risultati raggiunti negli ultimi anni nel settore dei servizi sociali. Il modello fondato sulle cooperative, per anni dominante nella gestione del welfare cittadino, viene descritto come inefficiente, opaco e incapace di garantire stabilità, sia ai lavoratori sia agli utenti. Al suo posto, l’azienda speciale Messina Social City viene proposta come struttura cardine di un nuovo assetto. I dati snocciolati durante l’incontro raccontano una macchina ormai imponente. Oltre 1.300 lavoratori impiegati, con una quota significativa di contratti a tempo indeterminato. Sul fronte dei servizi, i numeri parlano di migliaia di utenti. Dai 1.200 degli scuolabus agli oltre 900 dell’assistenza scolastica, crescita dei posti degli asili nido, mobilità delle persone con disabilità, per un totale di oltre 6mila persone, compresi tutti i servizi e i 930 soggetti con disabilità assistiti a domicilio. La presidente Valeria Asquini ha anche ricordato i vari progetti, tra cui “L’estate addosso” e “Fertility”. Ma il punto non è solo quantitativo. L’amministrazione rivendica un cambio strutturale. Più servizi, maggiore qualità e soprattutto una cesura netta con il passato. Messina Social City viene presentata come lo strumento con cui sarebbe stato spezzato un sistema di relazioni consolidate tra politica, gestione dei servizi e assunzioni post-elettorali. Un meccanismo che, secondo la ricostruzione fornita, produceva precarietà, ricatti occupazionali e cicliche emergenze sociali.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio