Mazzette dalle case farmaceutiche, arrestato ex primario
Avrebbe ottenuto fino a 700mila euro per favori nel rinnovo di appalti. Sono scattati gli arresti domiciliari per l’ex primario del Policlinico Francesco Stagno D’Alcontres, titolare della Chirurgia plastica, ed ex deputato di Forza Italia. Contestate concussione, corruzione, induzione indebita e truffa aggravata ai danni dello Stato, in concorso con rappresentanti di aziende farmaceutiche del settore, fornitrici dell’azienda ospedaliera universitaria. Disposta dal gip anche interdizione di 12 mesi per due collaboratrici dell’ex primario, una dirigente medica e un’ostetrica. Eseguiti sequestri preventivi: 48mila euro al primario e 9.700 euro alla dirigente. Trentuno in tutto gli indagati. Stagno D’Alcontres era anche stato candidato alla guida dell’università nella stessa elezione in cui vinse Salvatore Cuzzocrea. D’Alcontres è stato anche deputato dal 1996 al 2012 per Forza Italia. L’indagine, del dipartimento reati contro la pubblica amministrazione, condotta da carabinieri e guardia di Finanza, coordinati dalla procura peloritana, con intercettazioni e acquisizioni documentali, ha disvelato – tra maggio 2024 e gennaio 2025 – condotte di corruzione e truffa aggravata ascrivibili all’allora dirigente della Uoc di Chirurgia Plastica. Secondo la Procura il primario, abusando del ruolo e incidendo sui rinnovi degli appalti e sugli stanziamenti, avrebbe ottenuto dalle stesse aziende contributi economici (sponsorizzazioni, iscrizioni, cene sociali) per un congresso da lui curato come responsabile scientifico, prospettando facilitazioni nei rinnovi o la cessazione dei rapporti. Dall’analisi contabile della società organizzatrice emerge un incasso complessivo di oltre 700mila euro tra sponsorizzazioni, iscrizioni, pernotti e cene. All’ex primario è inoltre contestata la truffa aggravata per aver alterato i sistemi di rilevazione presenze e assentarsi per attività privata. Per la medesima ipotesi è stata denunciata una dirigente medica, sua collaboratrice, che avrebbe violato l’obbligo di esclusività svolgendo attività esterna; il primario avrebbe anche consentito a un’ostetrica di operare abusivamente come infermiera di sala operatoria in una clinica privata.
