Maxipignoramento all’ex assessore Cicala diventa caso politico
Il maxipignoramento da oltre 400 mila euro nei confronti dell’ex assessore ai Tributi di Messina, Roberto Cicala, si trasforma in un caso politico, alimentando lo scontro tra i candidati e accendendo il dibattito sui social. Caustici centrodestra e centrosinistra che vanno all’affondo, mentre a difesa di Cicala interviene il sindaco di Taormina, Cateno De Luca, leader di Sud chiama Nord, che in una diretta Facebook annuncia l’intenzione respinge le dimissioni presentate dall’attuale presidente di Equità Urbana Spa. De Luca parla di attacchi strumentali e denuncia un uso politico della vicenda, sottolineando come i fatti risalgano a oltre un anno fa e riguardino una sfera privata, estranea alla campagna elettorale. Il leader di Sud chiama Nord, così come l’ex sindaco Federico Basile del resto, rivendica il contributo professionale di Cicala nel risanamento dei bilanci comunali e denuncia un clima di pressioni e possibili ulteriori attacchi ad altri ex amministratori. Lo stesso Cicala, presente in diretta social, ha chiarito che il pignoramento deriva da debiti fiscali legati alla sua attività tra il 2010 e il 2014, aggravati da interessi e sanzioni. Dopo la chiusura della ditta nel 2020, durante il periodo Covid, sono state avviate procedure di rateizzazione, contenziosi e verifiche fiscali. “Nulla è stato nascosto”, afferma, spiegando che si tratta di difficoltà comuni a molte piccole realtà imprenditoriali.

