Malasanità, maxi risarcimento per 49enne
La sentenza è chiara. L’ospedale Papardo dovrà risarcire 940 mila euro, comprese le spese processuali, ad un paziente 49enne il cui tumore alla prostata per due anni è stato trattato come un problema di disfunzione erettile. A deciderlo il giudice civile Paolo Petrolo, che ha applicato per la prima volta i criteri della legge “Gelli-Bianco” del 2017 sulla responsabilità sanitaria. Una norma che mira a garantire la sicurezza delle cure e a definire percorsi chiari per il risarcimento dei pazienti, distinguendo la responsabilità contrattuale delle strutture sanitarie da quella extracontrattuale del singolo sanitario, e introducendo l’obbligo assicurativo per strutture e professionisti. Un’applicazione che ha visto di fatto il giudice riconoscere la responsabilità dell’ospedale Papardo e del medico che per primo fece la diagnosi, all’epoca dei fatti primario di urologia, reo di non aver valutato correttamente i sintomi presentati dal paziente, obbligando in solido struttura sanitaria, e assicurazione al risarcimento del danno. Una decisione che ha visto, come spiegato dai legali Piero Adamo e Luigi Criniti dello studio “SL – Specialisti Legali” che hanno rappresentato il 49enne, l’assicurazione presentare appello, ritenendo presenti tutti gli elementi necessari per addebitare l’intero risarcimento del danno biologico alla struttura sanitaria, per la quale il giudice ha riconosciuto il diritto di rivalersi sul medico per la metà dell’importo.
