Mafia dei Nebrodi, sequestrato patrimonio da 1,6 mln
Nuovo duro colpo alla mafia dei Nebrodi. La Guardia di Finanza di Messina ha eseguito un sequestro patrimoniale per un valore complessivo di oltre 1 milione e 600 mila euro nei confronti di un esponente ritenuto di vertice dei cosiddetti “Tortoriciani”, storica articolazione mafiosa radicata nell’area nebroidea e sul versante tirrenico della provincia messinese. Il provvedimento si fonda sulle risultanze dell’indagine “Nebrodi 2”, incentrata sulla cosiddetta mafia dei pascoli. Un sistema criminale che, attraverso i clan Bontempo Scavo e Batanesi, avrebbe controllato e gestito estorsioni e illecite acquisizioni di terreni agricoli, piegando l’economia locale agli interessi mafiosi. Determinante il contributo di diversi collaboratori di giustizia, le cui dichiarazioni hanno confermato il ruolo apicale dell’indagato all’interno della struttura mafiosa tortoriciana, con funzioni di direzione e controllo del territorio. L’uomo è attualmente detenuto, in attesa del giudizio di primo grado, anche per le truffe ai fondi europei dell’Agea, finalizzate all’indebita percezione di contributi comunitari destinati all’agricoltura. Secondo gli investigatori, il meccanismo fraudolento si basava su domande fittizie, documentazione artefatta e sulla complicità di operatori dei centri di assistenza agricola, che avrebbero omesso i controlli dovuti. Un sistema rodato che ha sottratto risorse pubbliche e danneggiato l’economia sana del territorio. Le indagini economico-patrimoniali, condotte dal GICO della Guardia di Finanza, hanno evidenziato una netta sproporzione tra i redditi dichiarati e il patrimonio posseduto. Da qui il sequestro di 64 beni immobili, tra cui 460 ettari di terreni, oltre a partecipazioni societarie, polizze, conti finanziari e autovetture.
