Lipari carenza acqua, stagione a rischio
A Lipari l’emergenza idrica rischia di colpire duramente il turismo in questa stagione. A lanciare l’allarme sono ventiquattro associazioni imprenditoriali, ricettive e professionali che hanno scritto alle istituzioni nazionali e regionali, coinvolgendo anche il ministro della Difesa Guido Crosetto e la Corte dei Conti. Secondo i firmatari, la crisi non è più episodica ma strutturale. Il dissalatore di Lipari, un’infrastruttura strategica mai completata né collaudata, oggi è incapace di garantire un servizio essenziale. I dati del Servizio idrico comunale parlano di un crollo della produzione giornaliera superiore al 50 per cento: da oltre 4mila metri cubi si è scesi a circa 2mila, a causa di guasti ai generatori e ai motori di produzione. E se il dissalatore, come ribadito dalle associazioni, non è mai entrato a pieno regime, l’impianto fotovoltaico non è da meno. Non è stato attivato perché alcune parti non sono mai state consegnate e la presa a mare limita fortemente la capacità produttiva. Le ricadute pesano inevitabilmente sui conti pubblici. L’incompletezza dell’opera comporta un costo aggiuntivo di circa un milione di euro l’anno. A questo si somma il ricorso alle navi cisterna: nel 2025 trasportate 210 mila tonnellate d’acqua per oltre 2,7 milioni di euro. Le associazioni chiedono fondi immediati, l’avvio dei lavori e un cronoprogramma pubblico.
