L’Hantavirus non fa paura ai messinesi
Da giorni, in ambito sanitario, c’è un tema costantemente al centro del dibattito: l’Hantavirus. Un’infezione arrivata agli onori della cronaca nazionale dopo il caso della nave da crociera, MV Hondius, sulla quale si sono registrati 3 decessi confermati anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Senza creare inutili allarmismi è necessario fare chiarezza sul tema, spiegando innanzitutto di cosa si tratta. L’Hantavirus è una malattia virale trasmessa all’uomo dai roditori. Il virus è contenuto nell’urina e nelle feci di questi animali, e l’uomo può contrarlo se entra in contatto con i topi o possibilmente inalando particelle virali in luoghi con grandi quantità dei loro scarti. I sintomi iniziali legati alla malattia vanno dalla febbre improvvisa, con valori superiori ai 38 gradi, mal di testa e dolori muscolari, che tipicamente durano circa 2 settimane – ma possono arrivare anche a 6 – dopo l’esposizione agli escrementi o all’urina dei roditori. Altri problemi possono essere dolore addominale, nausea, vomito e diarrea. Il ministero della Salute, dopo le segnalazioni del focolaio sulla crociera, «ha attivato le procedure previste di valutazione del rischio, sorveglianza e coordinamento sanitario, in linea con i protocolli nazionali e internazionali. In Italia, al momento, sono solo 4 le persone sotto osservazione perché arrivate a Roma con il volo KLM sul quale era salita per pochi minuti la donna ricoverata a Johannesburg e lì deceduta. Il Ministero ha trasmesso alle regioni di provenienza “Calabria, Campania, Toscana, Veneto, tutte le informazioni per l’attivazione delle procedure di sorveglianza attiva, nel principio di massima cautela”.
