L’Acr sprofonda in Eccellenza, altra stagione fallimentare
Trovare le parole, il giorno dopo, è difficile. È difficile riavvolgere il nastro dei 120 minuti tra Ragusa e Messina, un play out tanto atteso; la partita più importante della stagione che ha consegnato agli uomini di Lucenti la permanenza in Serie D, mentre la Biancoscudata sprofonda in un baratro chiamato Eccellenza. A caratterizzare larghi tratti della sfida dell’”Aldo Campo” sono stati soprattutto paura e nervosismo. Paura di commettere errori carissimi e nervosismo volutamente provocato e legato all’importanza della posta in palio. In uno scenario del genere, a latitare sono le occasioni da una parte e dall’altra. I padroni di casa, quando possono e certo non con la stessa urgenza dei giallorossi visti i 2 risultati su 3 a disposizione, si avvicinano dalle parti di Giardino; mentre gli uomini di Feola appaiono – soprattutto nella prima frazione- confusi e macchinosi, lontani parenti di una squadra chiamata a dare tutto per salvarsi. Un copione che si ripete anche nel secondo tempo, quando però il Messina ha trovato il gol che sarebbe valso la D. La punizione di Zerbo e il colpo di testa di Bosia hanno fatto esplodere il settore a tinte giallorosse, per una gioia durata però appena pochi istanti e spezzata dalla bandierina del guardalinee alzata su. Lo 0-0 regge fino al 90’ e porta la sfida ai supplementari. 30 minuti dominati dalle proteste e dalla tensione sfociate in cartellini rossi in panchina, per Feola e Savonarola, e in campo per Benassi intervenuto malamente su Tourè. Nonostante l’uomo in più, l’Acr non è riuscita a far valere la superiorità, venendo via via dominata dall’ansia del cronometro e dalla delusione per un destino che si andava a concretizzare. Al triplice fischio la festa del Ragusa ha fatto da contorno alle lacrime amare dei giallorossi sotto il settore ospiti. Proprio i tifosi, oltre 400, hanno colorato una porzione dello stadio dominando la partita in termini di decibel. Una nota positiva che si conferma anche quest’anno, nonostante un’altra, l’ennesima, stagione fallimentare. A loro si aggiungono le decine di migliaia di persone che hanno seguito la nostra diretta in tv e sui social, resa possibile grazie alla preziosa collaborazione della Cooperativa di Tifosi. Il giorno dopo è complicato, e servirà tempo per smaltire la delusione. Tempo che, invece, non deve essere perso per ricostruire e risorgere. Perché anche la notte più buia lascerà spazio al sole, e quel sole, il Messina deve riprenderselo.
