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La statua del Nike simbolo della speranza

È rimasta lì, dove si trova da quasi sessant’anni, mentre tutto intorno cambiava. La piazzetta è stata cancellata, la scogliera colpita, il paesaggio trasformato dalla violenza del mare. Ma la statua Nike, affacciata sulla baia di Giardini Naxos, ha resistito al passaggio del ciclone Harry senza arretrare di un passo. Un dettaglio che non è passato inosservato. Le immagini della scultura ancora in piedi, circondata dai segni della devastazione, hanno fatto rapidamente il giro dei social, diventando uno dei simboli più condivisi dei giorni dell’emergenza che ha colpito la fascia jonica della provincia di Messina. La statua, però, resta. E attorno a quella presenza immobile si è concentrata una lettura collettiva fatta di messaggi di speranza, orgoglio e resilienza. “Non si piega”, “Restare in piedi quando tutto crolla”, “Il mare ha vinto la piazza, ma non la Vittoria”: frasi che raccontano più di una semplice cronaca, restituendo lo stato d’animo di una comunità ferita ma non rassegnata. Proprio da qui nasce l’idea di un avviso pubblico internazionale rivolto ad artisti e architetti, per un concorso di idee che ripensi lo spazio distrutto. La Nike continuerà a guardare il mare. Intorno a lei, però, si apre una nuova fase: quella della progettazione, della responsabilità e della ricostruzione. Perché se la statua è rimasta in piedi, ora tocca alla comunità trasformare quella resistenza in futuro.

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