Incidente mortale Giulia, “Non fu manovra estemporanea”
Non una semplice imprudenza, ma un rischio accettato fino alle estreme conseguenze. È questa la convinzione della Procura di Messina sulla morte della 16enne Giulia Scimone, travolta e uccisa il 28 giugno a Torre Faro. Una ricostruzione che cambia radicalmente il quadro dell’inchiesta. Alessandro Mondo, è ora accusato di omicidio volontario con dolo eventuale. Per questo il trasferimento del giovane dal regime dei domiciliari al carcere. A sostenere l’accusa sono un insieme di elementi raccolti durante le indagini. Immagini di videosorveglianza, le dichiarazioni rese dall’indagato, precedenti sanzioni e numerosi contenuti pubblicati sui social network. Le immagini mostrerebbero un’esibizione compiuta in una strada aperta al traffico, frequentata da auto, motocicli e pedoni, dove il rischio di investire qualcuno sarebbe stato scontato. Secondo gli investigatori, quella stessa sera il giovane avrebbe eseguito almeno altre due impennate insieme ad altri motociclisti, ancora in corso di identificazione. Una condotta che, sempre secondo l’accusa, si inserirebbe in un’abitudine consolidata. Sui profili social riconducibili al 19enne sarebbero stati trovati video con impennate, sorpassi ad alta velocità e accelerazioni su strade urbane e autostrade, pubblicati, ritiene la Procura, per ottenere consenso e visibilità. A pesare è anche un precedente. Il 24 agosto 2024 Mondo era stato già sanzionato nello stesso tratto di via Circuito per le stesse acrobazie. Per gli investigatori, il 19enne conosceva il rischio che le sue manovre potessero provocare una tragedia, ma avrebbe scelto comunque di proseguire. Sarà il processo ad accertare se questa ricostruzione troverà conferma.
