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Inchiesta “ottavo cerchio” assolta talpa della procura

È stato assolto con la formula “perché il fatto non sussiste” Angelo Parialò, autista alla Procura di Messina coinvolto nell’inchiesta Ottavo Cerchio sulla gestione di alcuni appalti pubblici e le attività di Marcello Tavilla e il Antonino “Ninetta” Bonaffini. Cinque anni dopo essere arrestato e l’accusa di essere stata la talpa che passava informazioni si chiude un calvario giudiziario che ha visto Parialò passare dai domiciliari all’obbligo di dimora, subire il licenziamento e un lungo processo che si è concluso adesso con l’assoluzione. La Corte d’Appello di Messina ha scagiona pienamente l’agente, alla fine del processo bis. Era stata la Corte di Cassazione lo scorso maggio ad annullare la condanna a 4 anni e 3 mesi, emessa in primo grado e confermata in appello, chiedendo un nuovo riesame. E oggi i giudici hanno accolto i rilievi della Suprema Corte e assolto l’imputato. Il Procuratore generale ne aveva invece chiesto la condanna. Corruzione, rivelazione di segreto d’ufficio e fittizia intestazione di beni i reati contestati a vario titolo agli 11 indagati. Parialò era stato coinvolto per alcune conversazioni che erano state intercettate mentre parlava con alcuni dei protagonisti dell’inchiesta.

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