Il mare negato torna ai messinesi, svolta sul waterfront centro-sud
Abbattere lo storico muro di ferro che separa la città dal suo mare. È questa la priorità della giunta Basile, che ha avviato un’offensiva su due fronti per riconquistare il waterfront centro-sud, trasformando in realtà i programmi dell’ultima campagna elettorale. Il Comune ha già formalizzato la richiesta per ottenere la concessione dell’ex Cittadella fieristica per sei anni il via libera è atteso entro trenta giorni e, contemporaneamente, ha inviato una nota formale a Ministero delle Infrastrutture, Rfi e Italferr per istituire una cabina di regia strategica. L’obiettivo è sbloccare il Piano integrato ambito urbano Piau. Nel tratto tra via Santa Cecilia e Gazzi si punta all’interramento della linea ferroviaria. Più a sud, tra Gazzi e Mili Marina – dove i binari resteranno operativi anche in vista del Ponte – i costi e i vincoli geologici impongono un “intubamento” parziale o una trincea coperta. Sopra la soletta calpestabile nascerà una grande passeggiata panoramica con terrazze a sbalzo sulla scogliera. L’operazione si salda con il futuro I-hub tecnologico di via Santa Cecilia: un polo di ricerca e coworking da 25 milioni di euro fondi Pn Metro Plus, con un grande parco urbano, la cui progettazione si chiuderà entro il 2026. Messina ridisegna il suo futuro, restituendo ai messinesi la propria identità marittima.
