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Il consiglio metropolitano, primo banco di prova

In apparenza le acque sembrano calme, ma le correnti ci sono e prima o poi arriveranno in superficie. Il post voto ha una serie di appendici e non solo soltanto i ricorsi al Tar, ma le elezioni di secondo livello per il consiglio metropolitano e poi le regionali e le politiche. Ecco perché quel che in apparenza è sereno, nasconde movimenti, mal di pancia, aspettative. Il primo appuntamento è il 27 con le elezioni di secondo livello del consiglio metropolitano. E’ un’elezione interna, ovvero sono gli stessi sindaci e consiglieri dei 108 comuni della provincia che scelgono tra di loro chi andrà a sedersi nel consiglio di Palazzo dei Leoni. Entro oggi la presentazione delle liste. Interessante vedere chi scenderà in campo per uno scranno che è titolo gratuito ma è importante per gli equilibri della coalizione. A presiedere il consiglio metropolitano è di diritto il sindaco del capoluogo Federico Basile, ma, conti alla mano, nella Città Metropolitana non ha la maggioranza che è invece delle opposizioni. Per Sud chiama Nord, ma anche per centro destra e centro sinistra quei ruoli possono servire da camera di compensazione rispetto all’esito delle urne di maggio, ma non è sempre facile far quadrare i conti perché per essere eleggibili occorre essere già stati eletti in un consiglio comunale. Il 27 luglio sarà un banco di prova anche in vista delle future alleanze di Cateno De Luca. Nel centro destra ci sono fibrillazioni post elezioni, soprattutto in Forza Italia dove però finora sembra regnare il silenzio e solo qualche voce solitaria si è levata, per lo più dopo aver sbattuto la porta. Il malcontento nella base azzurra c’è e le elezioni di secondo livello potrebbero fare da cartina di tornasole. Quanto al campo largo in Sicilia è alle prese con lo psicodramma collettivo sul ruolo di Ismaele La Vardera che tira dritto sulla candidatura chiedendo a Pd e 5stelle se davvero vogliono vincere le Regionali o solo mantenere posticini al sole. A Messina non sono mancati i malumori per una direzione provinciale che ha autoassolto tutti dall’esito elettorale. Infine altro banco di prova sarà la seconda vice presidenza del consiglio comunale di Messina, con Sud chiama Nord tentata dal volere fare la parte del leone e dall’altra parte le opposizioni pronte alla battaglia anche attraverso i ricorsi. E De Luca dovrà fare da pompiere proprio mentre discute future alleanze tra Roma e Palermo.

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