Grazie a “Giorgia” nasce il gruppo ScN alla Camera
L’ultimo passaggio, quello ufficiale, è stato consumato a Roma, alla Camera, con il “prestito” di due pezzi da novanta di Fratelli d’Italia a Sud chiama Nord in modo da poter costituire il gruppo. L’ingresso del commissario regionale meloniano Luca Sbardella e dell’ex assessore regionale e oggi deputato Manlio Messina al fianco di Francesco Gallo eviterà a Sud chiama Nord la raccolta delle firme per competere alle Politiche del 2027. Un accordo che da un lato garantirà alla maggioranza di centro destra una percentuale che con Vannacci in salita servirà a tenere il campo e dall’altro per De Luca è una cambiale da scambiare. De Luca ha ringraziato sia Giorgia Meloni che Ignazio La Russa per il raggiungimento dell’accordo. Il leader di Sud chiama Nord sta provando a consolidare il movimento su scala nazionale con il partito dei sindaci che frattanto, proprio in Sicilia è stato lanciato da un primo cittadino ex pd e sta raccogliendo consensi trasversali. L’abbraccio con il centro destra ha creato mal di pancia sia tra alleati che tra le fila deluchiane, e dovrà poi essere testato sul campo per capire se l’elettorato vede positivamente questo cambio di marcia. Ma se l’intesa eviterà a Sud chiama Nord di raccogliere le firme a livello nazionale, la questione firme per le elezioni di maggio a Messina ha fatto segnare due punti a vantaggio del partito. Il Tar di Catania ha rigettato i ricorsi confermando la tesi espressa l’1ottobre per i ricorsi su Barcellona Pozzo di Gotto. Una sentenza che rinsalda l’amministrazione in questa fase di tessitura di alleanza e che porta in dote al centro destra uno zoccolo duro in vista delle competizioni elettorali del 2027. Se il clima sotto l’aspetto dei ricorsi volge al sereno, le incognite sul futuro della squadra Basile potrebbero prendere forma nei prossimi mesi quando le date delle urne saranno fissate ed allora il peso delle alleanze cambierà nome in manuale Cencelli.
