Fondi PNRR a rischio, il PD denuncia
Messina ha avuto in mano un’occasione irripetibile. Dal 2020 a oggi il Comune ha gestito centinaia di milioni di euro, tra PNRR, fondi europei e oltre 191 milioni di euro di fondi extra-bilancio. Ma a ridosso delle scadenze decisive, il quadro che emerge è allarmante. Molti progetti sono in forte ritardo e i risultati strutturali sono quasi invisibili. Il PNRR scade il 30 giugno, senza proroghe. Eppure, su decine di interventi strategici, i dati di avanzamento parlano chiaro. Solo per citare un ambito cruciale, almeno 23 progetti sulle scuole cittadine, tra adeguamento sismico e riqualificazione impiantistica, registrano percentuali di avanzamento tra lo 0,5% e l’1,4%, con un’unica eccezione ferma intorno al 30%. Numeri che rendono sempre meno credibili gli annunci sull’imminente apertura dei cantieri. È in questo contesto che il PD, durante la conferenza stampa, ha puntato il dito contro una gestione definita “politicamente fallimentare”. Non per demagogia, ma per responsabilità. Il nodo non è solo nei ritardi, ma nelle scelte. Tra il 2022 e il 2025 l’amministrazione ha rinnovato numerosi incarichi dirigenziali ex art. 110, contratti a tempo determinato legati al mandato politico. Una struttura precaria, giustificabile solo se strettamente funzionale al PNRR. Ma nelle determine di nomina e rinnovo, il collegamento con i fondi PNRR spesso non è esplicitato. La domanda finale resta inevasa, con tutti questi soldi, perché Messina non è oggi più solida di ieri?
