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Elezioni, nomine nel mirino. Il campo largo a rischio divorzi. Paolo Todaro si tira fuori. Gaetano Sciacca si candida sindaco

L’ultimo tassello che mancava per il decreto d’indizione delle elezioni era il Comune di Messina. Adesso che le dimissioni di Basile sono efficaci è ormai questione di giorni sia per conformare le amministrative in Sicilia alla data già scelta a livello nazionale, 24 e 25 maggio che per la nomina di un commissario che reggerà le sorti di Palazzo Zanca fino alle urne. Con ogni probabilità il commissario sarà affiancato da due vice come avvenne nel 2022 quando a dimettersi anticipatamente di un anno fu Cateno De Luca. Ed una delle prime patate bollenti che finiranno sul tavolo del commissario saranno le nomine last minute, firmate poco prima della mezzanotte da Basile degli amministratori unici nelle partecipate. Il candidato sindaco del centro destra Marcello Scurrica ha acceso i fari sia sulla raffica di delibere che sulle nomine del 27, chiedendosi e chiedendo ufficialmente se siano state precedute da bandi e se siano stati rispettati tutti i criteri di legittimità. Il clima è rovente con botta e risposta tra de luca e Scurria, con dirette di fuoco e annunci di querele. Intanto nel campo largo la scelta di Paolo Todaro rischia di aprire ampi fronti di polemiche e divisioni. Il sindacalista proposto a Avs e che piace a M5s e Controcorrente diventa pomo della discordia in casa Pd dove i mal di pancia sono tutti contro una scarsa difesa di un nome del territorio. Se saranno rotture o i diverbi potranno ricomporsi lo diranno le prossime puntate di una telenovela che negli ultimi anni ha visto il Pd impantanato da veti incrociati e liti.

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