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Elezioni, corsa infuocata e rischio paralisi della Città Metropolitana

La campagna per le amministrative entra nella fase più dura e spettacolare, tra scontri quotidiani, social onnipresenti e dossier che rischiano di pesare ben oltre il voto. Al centro della scena resta il tandem Basile-De Luca, ribattezzato dagli avversari “Basiluca”: il leader di Sud chiama Nord domina la comunicazione con dirette, attacchi e rivendicazioni politiche, mentre il sindaco uscente Federico Basile prova a consolidare il consenso amministrativo. Ma proprio la “super presenza” di Cateno De Luca continua a dividere. Entusiasma l’elettorato deluchiano, irrita centrodestra e centrosinistra, che leggono la candidatura Basile come la prosecuzione diretta dell’era De Luca. Sul fronte opposto, il candidato del centrodestra Marcello Scurria punta sul rilancio economico con il piano “Saracinesche alzate”: contributi alle imprese, voucher fino a 25 mila euro, parcheggi agevolati e il format “Kiss & Shop”. Una proposta che ha acceso il durissimo scontro con l’assessore designato di Basile, Massimo Finocchiaro, tra accuse di propaganda e repliche sulla capacità di attrarre risorse. Il centrosinistra di Antonella Russo sceglie invece il profilo identitario e culturale: Messina “città ponte” del Mediterraneo, inclusiva ed europea. Con Giuseppe Provenzano il Pd rilancia temi internazionali, università, accoglienza e critica la frammentazione politica che ha prodotto una scheda elettorale-monstre da quasi 60 centimetri. Gaetano Sciacca insiste su viabilità, ambiente e stop al Ponte sullo Stretto; Lillo Valvieri batte le periferie e denuncia l’abbandono delle aree marginali. Intanto incombe l’allarme sulla Città Metropolitana: il mancato via libera al bilancio consuntivo rischia di paralizzare servizi e investimenti strategici per tutto il territorio messinese.

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