Droga tra Taormina e Giardini, 35 condanne e due assoluzioni
Colpo durissimo alla criminalità organizzata della Sicilia orientale. Inflitte 35 condanne e due assoluzioni per l’inchiesta “Thysandros”, che ha smantellato il monopolio della droga tra Giardini Naxos e Taormina. Pena massima 20 anni di carcere. La sentenza è stata emessa ieri dalla Gup Tiziana Leanza davanti a 37 giudizi abbreviati. Tra i condannati, spiccano Letterio Ciprone, Riccardo Pedicone e Nicola Russo, tutti a 20 anni, Renato Alfonso a 16 anni e 8 mesi, Antonino Carmelino D’Amore a 14 anni e 2 mesi. Due assoluzioni totali, Antonio Cacciola, perché “il fatto non sussiste” e Fabio Balzano, perché “il fatto non è previsto dalla legge come reato”. Alcuni imputati hanno ricevuto assoluzioni parziali. Secondo gli investigatori, le organizzazioni criminali erano due: una a Messina e una a Catania. Tra i protagonisti principali, Riccardo Pedicone, 45 anni, affiliato al clan Cappello, trasferitosi a Giardini Naxos e titolare di un negozio e di un noleggio biciclette, e Filippo Christopher Cintorino, 32 anni, nipote del boss Antonino Cintorino. Rilevante anche Giuseppe Raneri, detto “Peppe Castelmola”, 53 anni. L’inchiesta, condotta dalle procure di Messina e Catania con carabinieri e finanzieri, ha ricostruito un sistema criminale che controllava non solo lo spaccio, ma anche attività economiche e posti barca all’Isola Bella.
