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Droga Santa Lucia e Camaro, arrivano le condanne

Tutti rigettati in cassazione i ricorsi presentati contro la sentenza emessa il 15 gennaio scorso dalla sezione penale di secondo grado presieduta dalla giudice Katia Mangano. Diventano definitive a seguito della decisione della sesta sezione penale della Corte di Cassazione le otto condanne inflitte dai giudici nell’ambito dell’operazione Chanel su un vasto giro di droga, a Camaro e Santa Lucia sopra Contesse. L’operazione, che ha visto impegnati oltre 100 agenti, aveva portato all’esecuzione di 15 arresti, 11 in carcere e 4 ai domiciliari, sgominando un gruppo malavitoso dedito al traffico di sostanze stupefacenti. A far scattare le indagini le dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, che ha raccontato dei propri rapporti con alcuni messinesi per l’acquisto di importanti quantitativi di droga in Calabria, soprattutto cocaina, ma anche marijuana e skunk, una varietà di cannabis creata negli anni ’80. I successivi approfondimenti hanno permesso allora di scoprire un vasto traffico di stupefacenti gestito dal gruppo criminale, che poteva contare su due diversi canali di rifornimento dalla Calabria e su un terzo da Catania. A capo della consorteria malavitosa tre messinesi: Giovanni Cacopardo di Camaro e Paolo e Antonino Settimo di Santa Lucia sopra Contesse. Accanto a loro un 42enne che gestiva la distribuzione della droga e fungeva da intermediario con i fornitori catanesi e un pusher 55enne. Il volume d’affari raggiunto dall’associazione criminale era davvero ragguardevole, con proventi superiori agli 80.000 euro.

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