Droga e telefonini in carcere, cresce l’allarme sicurezza
Sono serratissime le indagini portate avanti dalla polizia penitenziaria per comprendere come abbiano potuto entrare in carcere i sei telefonini e le dosi di droga sequestrate ieri dagli agenti in servizio durante una perquisizione di controllo al Madia di Barcelllona Pozzo di Gotto. Quattro smartphone e due microcellulari, nel dettaglio, più alcune dosi di sostanza stupefacente che accendono ancora una volta l’allarme sulla sicurezza degli istituti penitenziari. Nelle scorse settimane più volte i sindacati di Polizia Penitenziaria avevano denunciato il problema dei telefonini in carcere, visti come una grave minaccia alla sicurezza, chiedendo pene più severe e controlli più efficaci. Un problema purtroppo non nuovo al carcere di Barcellona, da qualche anno ormai riconvertito da opg a casa di reclusione, dove quello di venerdì, frutto di una lunga e scrupolosa attività di indagine, è l’ennesimo ritrovamento di telefoni cellulari.
