Droga a Mangialupi e Gazzi, Cassazione conferma le condanne
Il verdetto è definitivo: la sesta sezione penale della Cassazione ha rigettato quasi tutti i ricorsi relativi alla maxi operazione antidroga “Acquarius”, blindando le pesanti condanne inflitte in appello. Cala così il sipario giudiziario su uno dei gruppi criminali più attivi nei rioni di Mangialupi e Gazzi a Messina. L’inchiesta aveva documentato un giro d’affari vertiginoso: in soli cinque mesi di sorveglianza, gli investigatori riuscirono a filmare oltre tremila cessioni di stupefacenti. Un sistema di spaccio capillare e incessante gestito dal sodalizio Mazza-Ubertalli. Con la decisione dei giudici, diventano esecutive le pene per i vertici dell’organizzazione. Lucio Mazza: 15 anni di reclusione, Daniele Mazza: 13 anni e 10 mesi, Lorenzo Ubertalli: 14 anni, un mese e 10 giorni. L’unica eccezione riguarda la posizione di Maria Tindara Ubertalli, per la quale i giudici hanno disposto l’annullamento con rinvio ad altra sezione della Corte d’Appello. L’operazione Acquarius si conferma una delle attività di contrasto più efficaci degli ultimi anni nel territorio messinese, riuscendo a smantellare una rete che garantiva un flusso costante di droga nel cuore della città e confermando la solidità dell’impianto accusatorio coordinato dalla DDA.
