Droga a Mangialupi, chiese condanne pesanti
Per i 23 imputati che hanno chiesto di essere giudicati in abbreviato nel processo scaturito dall’operazione Gerarchia sono arrivate pesanti richieste di condanna. A sollecitare pene che vanno dai 3 ai 20 anni di carcere è stata la sostituta della Distrettuale antimafia Antonella Fradà. Il 22 luglio dello scorso anno scattò il blitz che confermò, ancora una volta, il ruolo centrale di Mangialupi, considerata dalla procura una delle più potenti piazze di spaccio di droga non soltanto messinesi, grazie ai suoi solidi rapporti con i trafficanti calabresi. L’operazione antidroga condotta dalla Questura di Messina portò in carcere 11 messinesi e tre nomi della provincia di Reggio Calabria, accusati a vario titolo di associazione finalizzata al traffico di sostanza stupefacente, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione e porto illegale di armi. 23 gli indagati complessivi, che a marzo hanno chiesto il giudizio abbreviato per avere lo “sconto” di un terzo della pena. Così all’udienza preliminare davanti al gup Nunzio De Salvo la distrettuale antimafia ha fatto le sue richieste. Nel dettaglio queste le richieste: Teresa Acesti, 12 anni; Giuseppe Astuto, 12 anni e 6 mesi; Domenico Coppolino, 12 anni; Settimo Corritore, 3 anni e 6 mesi; Nunzio Di Pietro, 18 anni; Santino Di Pietro, 20 anni; Giuseppe Fisichella, 15 anni; Antonino Guerrini, 7 anni e 28mila euro di multa; Giuseppe Lo Cascio, 7 anni e 28mila euro di multa; Natale Lo Duca, 20 anni; Salvatore Maiorana, 17 anni e 3 mesi; Giacomo Mamone, 9 anni e 30mila euro di multa; Salvatore Minniti, 15 anni; Davide Parisi, 15 anni; Giorgio Raffaele Raco, 16 anni e 3 mesi; Rocco Raco, 16 anni e 3 mesi; Filippo Raso, 16 anni e 6 mesi; Alessio Romeo, 12 anni; Michele Sorrenti, 6 anni e 26mila euro; Carmela Turiano, 12 anni; Gaetana Turiano, 20 anni; Domenico Parisi, 10 anni; Massimo Famà D’Assisi, 12 anni.
