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Dramma della solitudine, pensionato chiede di restare in carcere

“Sono solo e malato, preferisco andare in carcere!”. Sono queste le parole di un 72enne messinese davanti alla giudice Crisafulli durante il processo per direttissima per evasione dai domiciliari. L’uomo, residente nella zona sud di Messina, era stato arrestato per maltrattamenti in famiglia. Su richiesta dell’avvocato difensore, però, il Tribunale di Sorveglianza gli aveva concesso i domiciliari, con la possibilità di uscire di casa, tre volte a settimana, grazie a qualche ora di permesso. Ma, secondo i carabinieri che lo hanno arrestato, l’uomo, interpretando arbitrariamente i permessi concessi, ha violato più di una volta quanto stabilito dal Tribunale di Sorveglianza. Due giorni fa, lunedì 5 gennaio, durante il processo per direttissima per evasione dai domiciliari, quando il pubblico ministero Riccardo Bussoli ha chiesto per il 72enne gli arresti domiciliari, l’imputato ha ribadito la volontà di preferire il carcere, piuttosto che stare in casa, spiegando che dietro le sbarre non sarebbe solo e non avrebbe dovuto curarsi autonomamente. La giudice Crisafulli, accogliendo la richiesta dell’avvocato del 72enne, ha però solo convalidato il fermo senza applicare all’uomo alcuna misura cautelare.

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