Dopo il voto: silenzio in FI, malumori nel PD
In alcuni casi ci sono ferite che ancora bruciano, in altre polveri sotto il tappeto che non si riescono più a nascondere, in altri ancora c’è solo silenzio. La prima seduta del consiglio comunale, quella che dovrebbe portare all’elezione del presidente e del vice, è slittata a domenica per il lutto cittadino in nome di Giulia Scimone. L’esito del voto per il successore di Pergolizzi è scontato ed anche il vice sarà di Sud chiama Nord. E’ sulla terza casella dell’ufficio di presidenza che i riflettori del mondo politico sono puntati. Da un lato c’è chi vorrebbe che sud chiama nord, in barba al bon ton istituzionale ed alle future alleanze, facesse la parte del leone, anche perché c’è la fila di chi ha molte aspettative e i posti sono pochi. Dall’altro non si sa quale strada prenderà il partito in vista delle elezioni 2027. Il Pd ha riunito la direzione provinciale che si è conclusa con l’approvazione della relazione del segretario provinciale Hyerace e con l’ipotesi di dire no ad una vice presidenza del consiglio comunale. Se Hyerace ha invitato tutti ad assumersi la responsabilità degli esiti elettorali c’è chi non ci sta al gioco del tutti responsabili nessuno responsabile. E’ il caso di Francesco Carabellò, candidato alla presidenza della seconda circoscrizione che sottolinea come siano trascorsi 50 giorni dalle urne per convocare la direzione provinciale, salvo poi non ammettere che il Pd oggi non è più riconoscibile in città. Se siamo tutti colpevoli non lo è nessuno. Non si tratta di cercare un capro espiatorio, scrive Carabellò ma di attribuire una precisa responsabilità politica dell’attuale classe dirigente. Carabellò ha chiesto le dimissioni di Hyerace evidenziando come il Pd abbia esaurito la spinta propulsiva. Domenico Siracusano ha invitato a un cambio di passo, basta divisioni e tatticismi rischiamo la palude. La direzione ha confermato Hyerace alla guida del partito ed alla linea di rilancio. A livello regionale il campo largo è alle prese con le scosse telluriche scaturite dai modi e termini della costituzione all’Ars del gruppo di Controcorrente. Se a sinistra si dibatte nel centro destra le riflessioni sul voto soprattutto in forza italia rimasta fuori dall’aula, non sono neanche in calendario. E mentre De Luca lancia messaggi agli azzurri, l’addio polemico di Alessandro De Leo e il suo passaggio a Controcorrente non hanno fatto registrare reazioni.
