De Leo pronto a lasciare fi, la solidarietà di De Luca
È un diretto e trasparente Alessandro De Leo, quello che questa mattina ha analizzato, senza giri di parole, il risultato del suo partito – “Forza Italia” – uscito con le ossa rotte dalle elezioni amministrative. Una “debacle” per il deputato regionale candidato al Consiglio Comunale che attribuisce il risultato a importanti responsabilità non pienamente assunte da chi avrebbe dovuto farsene carico. Per questo, l’onorevole sta meditando l’addio, rimandando ogni decisione ai prossimi giorni. Un j’accuse di De Leo che parla di campagna elettorale “orchestrata da corvi e pupari” per una lista che avrebbe dovuto nascere come unica e che invece ha visto diverse manovre interne che hanno portato a dover rinunciare anche ad una presidenza di circoscrizione. Una disfatta senza precedenti dal 1994 ad oggi, provocata anche dalla totale assenza di esponenti regionali e nazionali del partito che avrebbero dovuto fare da “garanti” per una lista che è stata “costruita a tavolino”. De Leo si sofferma quindi sui numeri, parlando di candidati che hanno raccolto da un minimo di 4 a un massimo di 24 voti; contribuendo così all’appena 3,4 per cento raccolto da Forza Italia grazie soprattutto al “40 per cento ottenuto da chi è sceso concretamente in campo”. Numeri che vedono le oltre mille preferenze ottenute che avrebbero portato De Leo ad essere eletto in consiglio come unico deputato; un incarico che avrebbe “svolto a titolo gratuito” smontando anche l’accusa di una candidatura “per interessi personali facendo da tappo agli altri”. Poi critica il candidato Scurria per non essere stato all’altezza del compito, e considera le dimissioni del coordinatore provinciale del partito Barbera come “atto dovuto”. Sulla solidarietà da parte di Cateno De Luca, De Leo dice che “è surreale che riceviamo la solidarietà da De Luca e non dai partiti di centrodestra”; spendendo parole al miele per il leader di Sud chiama Nord. Il suo futuro potrebbe così essere lontano da Forza Italia; dove andrà è però ancora presto per dirlo.
