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Crollo di Pistunina, identificati i resti di Santino Magazzù

Gli esami condotti dal RIS dei Carabinieri di Messina sui reperti ossei rinvenuti tra le macerie della palazzina crollata in via La Pira hanno dato un nome ad alcune delle vittime. I test del DNA hanno confermato la presenza dei resti di Santino Magazzù, ex ferroviere e marito di Rosa Leone, portando ad quattro il bilancio delle vittime accertate tra la famiglia. Tra i campioni analizzati figuravano anche frammenti appartenenti alle sorelle Sara e Rosa Leone, i cui corpi erano già stati recuperati. Nessuna traccia, invece, del collaboratore domestico cingalese Lairu Warna-Kulasuriya, che rimane ufficialmente l’unico disperso della tragedia. Sabato le salme saranno restituite ai familiari per le esequie di Pietro, Sara e Rosa Leone e di Santino Magazzù. Intanto l’inchiesta giudiziaria prosegue senza sosta: da lunedì 14 settembre riprenderanno le operazioni nell’area del “parcheggio rosso” a San Filippo per selezionare ed esaminare i materiali più significativi da riportare nel sito posto sotto sequestro. Parallelamente, gli inquirenti stanno analizzando i dati estratti dai telefoni dei tre indagati — gli imprenditori Pasquale D’Alì e Alessandro Panarello e l’ingegnere Pietro Leone — accusati di omicidio colposo plurimo, disastro colposo e rimozione dolosa delle cautele. I periti nominati dalla Procura continuano il lavoro di perizia per chiarire le cause del cedimento.

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