Corteo No Ponte, “Il Governo si fermi”
Una marea colorata e determinata ha attraversato le strade del centro città, sfidando pioggia e polemiche. Tra stime gonfiate e foto dall’alto che ingannano, il corteo No Ponte ha mostrato la forza di un movimento radicato, capace di mobilitare cittadini da entrambe le sponde dello Stretto. Il comitato No Ponte Capo Peloro aveva parlato di “più di quindicimila presenze”, definendo la manifestazione come la più grande degli ultimi anni. Una cifra probabilmente eccessiva. Le stime più attendibili parlano di 5-6mila partecipanti nei momenti di maggior affluenza. Ma i numeri non bastano a raccontare l’atmosfera. Un corteo trasversale che ha unito centri sociali, sindacati, movimenti studenteschi e partiti politici, fino alla presenza di Elly Schlein, segretaria nazionale del PD. Il punto di partenza della protesta è stata la recente bocciatura del progetto da parte della Corte dei Conti. Renato Accorinti, ex sindaco della città peloritana, ha dichiarato che i due terzi del popolo italiano non vogliono il Ponte. “Se apriranno anche un solo cantiere lo occuperemo”, avverte. Il primo cantiere previsto a Capo Peloro, la punta estrema nord-orientale della Sicilia è al centro della protesta. Qui, la natura è fragile e unica, come sottolineato dalla Corte nei suoi rilievi. Tra i big politici presenti spicca anche la presenza di Angelo Bonelli di Alleanza Verdi e Sinistra e la leader nazionale del PD Elly Schlein, che denuncia una violazione delle direttive europee. Dal fronte politico, il senatore della Lega Nino Germanà difende il progetto: “Non ci fermeremo, il Ponte rilancerà l’economia e i cantieri apriranno nel 2026”.
