Congedo Accolla, corsa al successore
Sotto una nevicata inattesa dove anni addietro Messina salutava l’arrivo di monsignor Giovanni Accolla, uno scenario inconsueto che sembrò anticipare l’avvio di una stagione nuova per la Diocesi. Ieri, a ridosso della conclusione del suo servizio episcopale, l’arcivescovo ha voluto ricordare quell’inizio celebrando l’anniversario in Cattedrale, circondato dalla comunità diocesana e da rappresentanti delle istituzioni civili. Un momento di ringraziamento condiviso, segnato dal suo motto episcopale, “In caritate et veritate servire”, tradotto in uno stile pastorale concreto e vicino alla gente. Accolla ha spesso richiamato la fragilità della condizione umana, nella salute e nello spirito, facendone il punto di partenza di una missione attenta agli ultimi. Carcerati, persone con disabilità, anziani: presenze mai dimenticate, soprattutto nei mesi drammatici della pandemia, che ne hanno messo in luce la sensibilità umana e il tratto paterno. Centrale anche l’impegno verso i giovani, le vocazioni, le famiglie in difficoltà e il dialogo con le istituzioni sui nodi sociali del territorio. Temi affrontati nelle lettere pastorali e nella visita alle parrocchie. «Va’, incontra la tua gente, fai del bene», fu l’invito di Papa Francesco nel 2016. Croce, barca e Maria i segni scelti per un cammino condiviso con la Chiesa universale. Il 29 agosto, compiendo 75 anni, mons. Accolla concluderà il suo mandato, lasciando a Messina l’eredità di un pastore profondamente umano, con l’auspicio che il suo successore ne raccolga l’eredità di umanità e cuore aperto.
