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Caso rimborsi, Cuzzocrea rinuncia al riesame

Nuovo capitolo nell’inchiesta sui rimborsi all’Università di Messina. L’ex rettore Salvatore Cuzzocrea, recentemente colpito da un sequestro di beni per un valore di circa due milioni e mezzo di euro, ha deciso di rinunciare al vaglio del Tribunale del Riesame. La decisione, comunicata dai suoi legali, riguarda le tre istanze di riesame presentate nei giorni scorsi. I procedimenti in corso sono due. Un sequestro preventivo da 1,6 milioni di euro e un sequestro d’urgenza di circa 900 mila euro, disposto dalla Procura e convalidato dal Gip. Il prossimo appuntamento giudiziario sarà l’udienza dell’8 gennaio, quando sarà discusso l’appello della Procura sul no del Gip agli arresti domiciliari, udienza a cui prenderà parte anche la difesa. Il sequestro d’urgenza ha riguardato beni fino a 800 mila euro e ha portato la Guardia di Finanza di Messina, guidata dal colonnello Girolamo Franchetti, a mettere i sigilli anche a parte del maneggio di Viagrande, gestito dalla famiglia della moglie del rettore. Secondo gli investigatori, alcune delle spese sostenute sarebbero state addebitate come rimborsi per l’attività di docente universitario. L’inchiesta, ancora in fase preliminare, ha visto i finanzieri impegnati in perquisizioni a tappeto, che potrebbero portare a nuovi sviluppi nelle prossime settimane. L’attenzione della Procura resta alta su un caso che rischia di scuotere profondamente l’ateneo peloritano.

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