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Caso d’Alcontres 31 indagati, l’inchiesta del policlinico

Una serie complessa di attività di intercettazioni, telefoniche, ambientali e telematiche, nonché l’acquisizione di una copiosa e scrupolosa documentazione, alla base del provvedimento che ha portato ieri all’arresto dell’ex primario di chirurgia plastica del Policlinico Francesco Stagno d’Alcontres, finito ai domiciliari. Concussione, corruzione, induzione indebita e truffa aggravata ai danni dello Stato, in concorso con rappresentanti di aziende farmaceutiche del settore, fornitrici dell’azienda universitaria, i reati contestasti. Sotto la lente una serie di illeciti condotti fra il maggio 2024 ed il gennaio 2025 che avrebbero visto il primario incidere sul rinnovo degli appalti per la fornitura di prodotti medicali e sullo stanziamento delle relative somme di denaro, da parte dell’Azienda Ospedaliera Universitaria. Un giro di contributi economici che venivano ottenuti, nella maggior parte dei casi, mediante semplici richieste o, sporadicamente, mediante minacce esplicite, ai fornitori dell’Azienda Pubblica, prospettando, come corrispettivo, facilitazioni nel rinnovo dell’appalto per la fornitura dei prodotti medicali, da parte del Policlinico Universitario, ovvero la cessazione del rapporto di appalto stesso. Nel mirino degli inquirenti in particolare un evento, svoltosi lo scorso anno, in una nota località turistica peloritana, che rientrava tra le iniziative volte alla divulgazione scientifica, aggiornamento per i soci e programmi annuali di attività formativa ECM. In diverse circostanze, inoltre, il primario avrebbe permesso, ad una ostetrica, di esercitare abusivamente la professione di infermiera di sala operatoria in una clinica privata, per la quale è richiesta specifica abilitazione.

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