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Caso Cuzzocrea, rigettati i domiciliari

I Pm insistono, i difensori si oppongono “non esistono i presupposti per gli arresti domiciliari”. Il Gip rigetta di fatto, nuovamente, il provvedimento di custodia. La richiesta dei pm Liliana Todaro e Roberta La Speme, che hanno ancora una volta chiesto gli arresti domiciliari per l’ex rettore Salvatore Cuzzocrea nell’ambito dell’inchiesta legata ai rimborsi d’oro all’Università di Messina non trova accoglimento. Una tesi sostenuta dalla difesa dell’ex rettore, costituita dai legali Giorgio Perroni ed Elena Florio, che, in una memoria difensiva di una ventina di pagine hanno chiarito come non esistano i presupposti per il provvedimento, ribadendo l’inconsistenza delle tesi dell’accusa legate al pericolo di inquinamento probatorio e di reiterazione dei reati di peculato e falso. Una tesi questa comprovata anche dalla palese volontà dell’ex rettore di lasciare l’università di Messina avendo già avanzato richiesta di trasferimento e di congedo di un anno. Lo scorso mese di novembre l’ex rettore era stato colpito da un sequestro di beni per un valore di circa due milioni e mezzo di euro.

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