Caso Argentino nuovi esami sul corpo
L’inchiesta sul suicidio di Stefano Argentino, il ventisettenne di Noto che nell’agosto scorso si è tolto la vita nel carcere di Gazzi, segna un passaggio decisivo. Domani, presso l’Istituto di Medicina Legale del Policlinico di Messina, i consulenti tecnici della Procura effettueranno l’esame microscopico dei reperti biologici prelevati durante l’autopsia. Argentino si trovava in cella per l’omicidio di Sara Campanella, la studentessa di 22 anni sgozzata in strada lo scorso marzo per aver respinto le sue avances. Il giovane è stato ritrovato impiccato con un lenzuolo nel bagno della sua cella, un gesto che ha dato il via a un’indagine per accertare eventuali responsabilità nella sua custodia e cura. Le operazioni peritali, affidate alla prof.ssa Daniela Sapienza e al dott. Nicola Pangallo su incarico della pm Giorgia Spiri, mirano a chiarire quali sostanze curative il detenuto avesse assunto prima del decesso. All’esame parteciperanno anche i periti di parte dei sette indagati, tra cui figurano i vertici dell’istituto penitenziario e i medici della struttura. Durante la sessione, i legali della difesa avranno inoltre accesso alla documentazione medica prodotta dal carcere, elemento fondamentale per ricostruire il quadro clinico e psicologico di Argentino nei mesi precedenti alla tragedia.
