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Cardiochirurgia pediatrica di Taormina, aggregata al Policlinico di Catania

La Cardiochirurgia pediatrica di Taormina sarà aggregata alla Cardiochirurgia per adulti del Policlinico universitario di Catania. La decisione è stata presa dalla Regione Siciliana, seguendo le indicazioni dei ministeri della Salute e dell’Economia, e approvata dalla Giunta Schifani su proposta dell’assessora alla Salute Daniela Faraoni, con una modifica alla rete ospedaliera regionale. Il provvedimento, ora all’esame della sesta commissione dell’Ars, inserisce per la prima volta ufficialmente il Centro cardiologico pediatrico di Taormina nella Rete ospedaliera, passo necessario per garantirne la continuità. Il Ccpm è un centro di eccellenza, attivo da oltre dieci anni, con numeri da record nella cura delle cardiopatie congenite. Le indicazioni ministeriali arrivate a fine 2025 hanno individuato il Policlinico di Catania come la struttura più idonea rispetto al Papardo di Messina. La scelta si basa su dati oggettivi. Maggiore casistica (926 ricoveri contro 336), uso più esteso delle procedure ECMO (79 contro 11) e presenza di ulteriori unità pediatriche specializzate. Per l’assessora Faraoni l’obiettivo resta mantenere operative le due cardiochirurgie pediatriche siciliane, Palermo e Taormina, nel rispetto delle indicazioni ministeriali. Ma sul piano politico il clima è tutt’altro che disteso. Pd, M5S e Italia Viva parlano apertamente di “scippo” e di progressivo svuotamento del Messinese, annunciando battaglia in commissione e in Aula Ars su una scelta che, assicurano, non resterà senza conseguenze.

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