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Capo d’Orlando, la Cassazione annulla la sentenza su Sindoni

La Corte di Cassazione smonta gran parte della condanna, ma lascia in piedi l’accusa più pesante: associazione a delinquere. Per Enzo Sindoni, ex sindaco di Capo d’Orlando, il processo sui fondi europei all’agricoltura riparte ora da una sentenza ribaltata solo a metà. La Suprema Corte ha annullato nove capi d’imputazione e disposto un nuovo giudizio davanti a un’altra sezione della Corte d’Appello di Messina per ulteriori contestazioni. Ma ha respinto il ricorso sull’associazione a delinquere, confermando il cuore dell’impianto accusatorio costruito dalla Procura di Patti nell’inchiesta sui consorzi Upea, Pac e Agridea. Sindoni era stato condannato nel gennaio 2025 a quattro anni e mezzo di reclusione, pena ridotta rispetto ai sette anni e quattro mesi inflitti in primo grado nel 2023. Secondo l’accusa, i consorzi avrebbero ottenuto indebitamente contributi Agea attraverso false fatturazioni e operazioni inesistenti. La Cassazione ha cancellato diversi reati tributari dichiarandoli prescritti e ha annullato anche la sanzione da 100 mila euro inflitta al consorzio Agridea. Restano però confermate le contestazioni associative per Sindoni e altri quattro imputi, Santino Gori, Basilio Scaffidi Chiarello, Leuccio Tonarelli e Giuseppe Micale. Per quest’ultimo resta anche l’accusa di impiego di denaro di provenienza illecita. Inammissibili, infine, i ricorsi di Antonio Gori e Francesco Venza.

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