Barcellona caporalato alla Sikelia Oil, imprenditori in aula
Dovranno comparire domani davanti ai giudici i due imprenditori coinvolti nell’inchiesta sul caporalato alla Sikelia Oil. Il gip ha accolto la richiesta di giudizio immediato avanzata dalla Procura di Barcellona Pozzo di Gotto, dopo che il Tribunale del Riesame ha confermato integralmente il quadro cautelare a loro carico. Il caso è esploso lo scorso 24 ottobre, quando la Guardia di Finanza di Messina ha eseguito un’ordinanza di misure cautelari che ha portato agli arresti domiciliari dei due indagati e al sequestro di oltre 350 mila euro dai conti correnti societari. Secondo l’accusa, i due imprenditori avrebbero sfruttato nove lavoratori impiegati nella gestione di alcune pompe di benzina, imponendo condizioni di lavoro ritenute gravemente illegittime. L’indagine è partita dalla denuncia di un operaio che, dopo ripetute vessazioni e il licenziamento, ha deciso di raccontare agli inquirenti il sistema di sfruttamento subito. Da lì sono scattati accertamenti approfonditi che avrebbero fatto emergere violazioni sistematiche della normativa sul lavoro. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i dipendenti, in stato di bisogno e sotto la costante minaccia del licenziamento, sarebbero stati costretti a turni di otto ore, risultando però in busta paga per un numero inferiore. Straordinari, lavoro notturno e festivo non venivano retribuiti o lo erano solo in parte. In alcuni casi, sarebbe stata addirittura pretesa la restituzione in contanti delle somme corrisposte.
