Atm reintegra apprendista, verranno erogati gli stipendi arretrati
Si conclude positivamente per uno dei cinque autisti di ATM il lungo e complesso percorso legale che ha visto contrapposti i lavoratori licenziati e l’azienda trasporti. Dopo più di due anni di battaglie giudiziarie, Giuseppe Zangla, uno degli apprendisti licenziati nel 2023, è stato reintegrato nel suo posto di lavoro grazie alla sentenza definitiva della Corte di Cassazione. Il caso risale alla mancata trasformazione del contratto di formazione in contratto a tempo indeterminato, un atto che ha colto di sorpresa i cinque lavoratori, che speravano di aver finalmente trovato un’occupazione stabile. Dopo il licenziamento, i lavoratori si sono rivolti ai sindacati e hanno impugnato la decisione. Giuseppe Zangla ha ottenuto una prima vittoria il 14 ottobre 2024, quando la Corte d’Appello ha dichiarato illegittimo il suo licenziamento e ha ordinato la reintegra. L’Azienda trasporti però non si è arresa e ha presentato ricorso in Cassazione, cercando di ribaltare la sentenza. Nei giorni scorsi, la Corte Suprema ha però confermato senza alcuna modifica quanto deciso in appello, sancendo così la definitiva reintegrazione di Zangla. Il lavoratore avrà anche diritto al pagamento degli stipendi arretrati e ai contributi previdenziali, che gli spettano dalla data del licenziamento. Il caso, che ha visto il coinvolgimento di cinque autisti, è tutt’altro che concluso. Altri tre colleghi attendono ancora la sentenza della Corte d’Appello, mentre un quinto lavoratore ha deciso di rinunciare al ricorso.
