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Amministrative, ecco i grandi esclusi

Il dato è netto e, salvo sorprese dell’ultima ora potrebbe essere consolidato al termine del lavoro del seggio centrale. L’area che sostiene il sindaco Federico Basile conquista 20 seggi grazie al premio di maggioranza: sette vanno a Sud chiama Nord, quattro a Basile Sindaco di Messina, tre ciascuno a Messina Protagonista, Amo Messina e Federico per Messina. Alle opposizioni restano invece 12 seggi: tre al Pd e nove al centrodestra, compreso quello destinato al candidato sindaco Marcello Scurria. Resta però ancora aperta la partita legata alle singole preferenze, tra riconteggi, scarti minimi e ricorsi che potrebbero cambiare gli equilibri. Il caso più clamoroso riguarda Fratelli d’Italia, dove i due seggi assegnati dovrebbero andare a Libero Gioveni e Dario Carbone, quest’ultimo avanti su Deborah Buda per meno di dieci voti. Situazione analoga nel Pd, con Felice Calabrò escluso per una manciata di preferenze. Fuori anche l’ex vicepresidente del Consiglio comunale Giandomenico La Fauci, superato dall’exploit elettorale di Benedetto Vaccarino e Anna Sorbello. Tra i nodi che il seggio centrale dovrà sciogliere c’è anche il caso della candidata della Lega Giuseppa Caruso, indicata nei manifesti come “detta Cucinotta”. La candidata ha presentato una Pec denunciando presunte irregolarità nello scrutinio e chiedendo il riesame delle schede, sostenendo che in diverse sezioni non sarebbero state attribuite le preferenze riportanti il cognome “Cucinotta”. In ballo ci sarebbero circa cento voti che, sommati ai 906 già ottenuti, potrebbero ribaltare il testa a testa con Cosimo Oteri, deciso al momento da uno scarto minimo.

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