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Ammanchi ai caselli, Nasca fa rotare i casellanti

Corre ai ripari il Consorzio Autostrade Siciliane dopo l’inchiesta avviata dalla Procura di Termini Imerese che coinvolge 5 esattori del CAS e un tecnico informatico indagati per furto sui pedaggi lungo la A20 Messina-Palermo. Il presidente Filippo Nasca ha infatti disposto la rotazione di tutto il personale addetto all’esazione. Una misura, come si legge anche nel comunicato diffuso dal Consorzio, “prevista dal piano anticorruzione”, e adottata con l’obiettivo di “tutelare il patrimonio della concessionaria, e prevenire il ripetersi di condotte causative di danni in altre stazioni di uscita sulla A20 e sulla A18.” Tutto questo mentre la magistratura penale va avanti con le indagini che hanno portato alla disposizione di 6 misure cautelari interdittive nei confronti degli indagati. I 5 esattori e il tecnico informatico avevano infatti dato vita ad un sistema collaudato sulla sostituzione dei biglietti: il pedaggio veniva incassato regolarmente ma registrato con un titolo di importo inferiore, mentre l’originale veniva eliminato. In alcuni casi sarebbero state anche disattivate piste automatiche per indirizzare il traffico verso specifiche postazioni. Un modus operandi messo in atto tra i caselli di Buonfornello, Cefalù e Castelbuono, con guadagni illeciti stimati tra i 100 e gli 800 euro. L’indagine è nata da un esposto dello stesso CAS, dopo l’emersione di anomalie nei flussi di incasso e una discrepanza tra transiti registrati e somme versate. Gli episodi contestati risalgono al periodo compreso tra novembre 2025 e gennaio 2026.

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