Primo piano

Ambientalisti bocciano Pudm del Comune

Chiedono al sindaco Basile di “fermare l’iter e riscrivere il documento” le associazioni ambientaliste che hanno fortemente criticato il Piano di utilizzo del Demanio Marittimo del Comune di Messina. A prendere posizione sono stati i rappresentanti del Circolo di Legambiente, Daniele Ialacqua; di Wwf, Greenpeace, Lipu e Man, l’aAvv. Aurora Notarianni; dell’associazione “Il Gabbiano”, Gianni Mento; dell’Osservatorio sull’erosione delle spiagge della provincia di Messina, Salvatore Granata. Insieme a loro il docente universitario Giovanni Randazzo, presidente del Gruppo nazionale per la ricerca ambientale costiera e il ricercatore di UniMe, Alessandro Crisafulli, esperto botanico; che in un incontro a Palazzo Zanca hanno presentato le osservazioni relative al Pudm, chiedendo al sindaco una radicale revisione del documento. Un programma che, sottolineano le associazioni, deve essere di “Pianificazione ecologica, e non un catalogo di offerte ai privati”. “Il Pudm non può e non deve ridursi a un mero strumento di regolazione geometrica degli spazi da dare in concessione per fini economici – aggiungono. Al contrario, ha il dovere di pianificare il delicato e fragile rapporto tra l’ambiente marino, le spiagge, la terraferma e le comunità residenti, traguardando la tutela della risorsa e della biodiversità nell’interesse delle attuali e delle future generazioni”. Per questo chiedono un percorso alternativo, annunciando un patto d’azione che prevede l’apertura di un tavolo tecnico per elaborare una nuova proposta di Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo; “che metta al primo posto la natura, l’ecologia e la bellezza della costa messinese”.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio