Alunno autistico sospeso, chiesto il riesame
Un intervento congiunto per chiedere al dirigente scolastico il riesame del provvedimento disciplinare nei confronti dell’alunno con disturbo dello spettro autistico sospeso con obbligo di frequenza per aver dato una pacca nelle parti intime a una compagna di classe. Sulla vicenda, seguito della segnalazione dei genitori del ragazzino undicenne intervengono i garanti per la disabilità e l’infanzia del comune Tiziana De Maria e Giovanni Amante. “Dalle informazioni raccolte – si legge nella nota indirizzata al dirigente scolastico – emerge che il minore, pur essendo assistito da personale specializzato, avrebbe posto in essere un gesto istintivo privo di intenzionalità aggressiva o connotazione sessuale, coerentemente con il suo profilo clinico e con la natura del disturbo che ne condiziona condotta, percezione dello spazio personale e capacità di controllo degli impulsi.” Un fatto quest’ultimo che porta i due garanti a chiedere alla scuola che il provvedimento venga riesaminato e riportato entro i confini di legittimità e proporzionalità previsti dall’ordinamento. A sostegno delle argomentazioni un complesso sistema normativo che, a partire dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, tutela i diritti del ragazzino. “La sospensione, anche con obbligo di frequenza – spiegano De Maria e Amante – stigmatizza il minore, compromette il suo percorso inclusivo, può generare regressioni e sfiducia nella relazione educativa, non produce alcun effetto migliorativo sul comportamento, poiché il gesto non deriva da scelta volontaria.” “È necessario chiarire che la nostra posizione non minimizza né sminuisce il vissuto della minore coinvolta, la cui tutela rimane centrale – spiegano i garanti – Riteniamo tuttavia che interventi educativi mirati, definiti all’interno del PEI e condivisi nel GLO, possano rappresentare la risposta più adeguata e rispettosa dei diritti di entrambi i bambini.”
