Primo piano

Addio a Igor Protti, tre stagioni memorabili a Messina

“Con immenso dolore la famiglia comunica che stanotte Igor ci ha lasciati”. Così i cari di Igor Protti hanno comunicato la scomparsa dello storico attaccante spirato a 58 anni dopo una lunga malattia. Una notizia che getta sconforto in tutto il mondo del calcio in cui il centravanti ha lasciato un segno indelebile costruendo una carriera prestigiosa fatta di 227 gol in 22 anni di pallone, con tanto di titolo di capocannoniere in Serie A, in B e in C; un record che solo lui può vantare. “Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale” – recita il messaggio che la famiglia di Protti ha pubblicato per sua volontà e con cui ha voluto salutare tutti i suoi tifosi. Un viaggio iniziato con gli esordi nel Rimini seguite dalle 3 stagioni al Livorno in prestito dal Milan. Poi, nel 1989 il passaggio dalla Virescit Bergamo al Messina in Serie B. Un trasferimento voluto dal Patron Salvatore Massimino per sostituire un’altra bandiera giallorossa, Totò Schillaci, ceduto nel frattempo alla Juventus. Con la maglia Biancoscudata, “lo Zar” – così era soprannominato Protti – colleziona 113 presenze e 35 gol tra campionato e Coppa Italia, in 3 anni che saranno il trampolino di lancio della sua carriera. Il “Celeste” è ai suoi piedi, estasiato dalle sue gesta come il memorabile gol che regalò i 3 punti al Messina nel derby fuori casa con la Reggina della stagione 1989-90. La sua storia in riva allo Stretto, però, non si conclude nel migliore dei modi. Perché nell’estate del ’92, dopo la retrocessione in C1 Protti si dice disposto a rimanere in virtù del forte legame con i tifosi Peloritani. La dirigenza, tuttavia, gli comunica che la sua cessione è necessaria per evitare il fallimento del club. Da qui il passaggio al Bari per 6 miliardi e mezzo di lire, dove disputa 2 stagioni in cadetteria e ottiene la promozione in Serie A. 7 reti nella stagione d’esordio e il titolo di capocannoniere in quella successiva, che non consentirà pero ai pugliesi di salvarsi. Ancora oggi, Protti è l’unico calciatore ad essere stato miglior marcatore del campionato con una squadra retrocessa. Dopo il Bari, Lazio e soprattutto Livorno, città che lo riaccoglie e in cui lui ricambia l’amore a suon di gol che sono valsi per gli amaranto la risalita dalla C1 alla A dopo 55 anni. Qui chiuse la carriera contro la Juventus segnando l’ultimo gol nel pareggio maturato davanti ai suoi tifosi, tra le lacrime e gli applausi degli avversari. Fuori dal campo grande impegno nel sociale: ambasciatore Unicef e attore in una compagnia teatrale composta per metà da persone fragili. Nel luglio dello scorso anno la notizia della sua lotta contro un tumore al colon che ha poi colpito anche le vertebre. A maggio, nonostante le condizioni precarie, ha accompagnato la figlia Noemi all’altare; un’altra vittoria ben più importante di quelle ottenute sul campo. Stanotte è finito il viaggio; è arrivato il triplice fischio per lo Zar. Un’altra icona del nostro calcio che se ne va.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio